“Il progetto non riempie lo spazio: lascia chiarezza percepibile tra funzione, circolazione e atmosfera.”
La morfologia di Matera diventa il punto di partenza del linguaggio spaziale. Pietra calda, rapporti ad arco attenuati e interfacce stratificate trasformano la sala in uno spazio più silenzioso e avvolgente.
Rispetto a un sushi restaurant tradizionale, qui lo spazio si apre come una narrazione paesaggistica lenta, in cui il percorso dall’ingresso al tavolo diventa parte dell’esperienza.














